21 luglio 2017

L'ingresso in Barrowood

"Questa foresta è veramente maledetta!" esclamò stizzito Jackob.
"Adesso ci credi? Non eravamo dei pazzi nel dirti che gli alberi si sono mossi." rispose Laila.
"Magari smetterai anche di deriderci." aggiunse Tillal.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso nella mente di Jackob fu rivedere, dopo un giorno di cammino tra gli alberi e il sottobosco, le quattro gorgonne sconfitte il giorno prima.
Le aveva intraviste tra un tronco e un ramo e si aspettava un nuovo scontro, ma poi l'incredibile realtà dei fatti si palesò innanzi ai suoi occhi: le quattro bestie, senza le corna e una di quella parzialmente macellata e Jackob aveva nello zaino ancora una razione di quella carne.

"Non può essere, io adesso vado a vedere se ci sono i resti del fuoco che abbiamo acceso ieri sera." disse Jackob una volta che ritrovò la sua determinazione.
"Ti seguo." disse Laila altrettanto risoluta nel dirimere il mistero.

"La foresta piena di magia ci dice che dobbiamo adorarla per entarci." urlò Gog afferrando una pigna da terra e prostrandosi alle radici di un pino secolare. "Non siamo qui per rubare, abbattere o distruggere! Non facciamo del male! Siamo semplici predatori!" disse quasi piagnucolando.

"Sono un mezzo sangue elfico, vi sono amico!" disse Tillal abbracciando l'enorme tronco dello stesso albero a cui Gog stava pregando con tanta foga.

Trascorse qualche minuto, Jackob e Laila tornarono dai loro compagni trovandoli prostrati chi a un albero, chi a un altro, mentre salmodiavano improbabili suppliche a quegli austeri vegetali.

Jackob non disse nulla, ma vide Laila muoversi anch'essa verso un enorme abete. La donna s'inginocchiò solennemente e prese in mano anch'essa una pigna. Poi mormorò a sommessamente, stando ben attenta a scandire ogni singola parola: "Foresta di merda, se non ci fai andare avanti e non troviamo la carta, li brucio tutti questi alberi."

Nessuno della compagnia udì cosa disse veramente Laila; ella si alzò con la stessa austerità con cui si era inginocchiata e disse: "Adesso basta, abbiamo pregato abbastanza, dobbiamo trovare la via."


"Esatto," le fece eco Jackob "è chiaro che questo sia lo stesso luogo dove abbiamo sostenuto lo scontro e che ci siamo lasciati alle spalle ieri. In più, quando mi sono messo in volo per perlustrare la zona, ho visto qualcuno avvicinarsi. Un umanoide solitario."

Aveva catturato l'attenzione degli altri, tanto che smisero di pregare. Il gruppo si fretta si era già scherato, pronto per l'azione: Laila si nascose nella folta vegetazione, dirigendosi vero il limitare del bosco; Tillal si rese invisibile come al solito e Jackob approfittò delle ombre per celarsi alla vista.

Rimasero Gog e Kisho i quali, un po' a malincuore, si stavano dirigendo allo scoperto per vedere chi si stesse avvicinando.

17 luglio 2017

In trappola

Una goccia di sudore corse lungo la schiena di Tillal, il mezz'elfo s'irriggidì quando la nebbia verdastra si dissolse. Tra i rami degli alberi, tra i fusti dei tronchi secolari della foresta di Barrowood, poteva ancora distinguere le tre creature che li avevano attaccati.

Avevano l'aspetto di un toro, ma non lo erano. Avevano le corna, come i tori, ma non lo erano. Respiravano pesantemente come i tori, ma decisamente non lo erano. Il loro alito era strano, di colore verde. I loro occhi erano iniettati di sangue, la pupilla rosso scuro. La loro pelle sembrava metallo purissimo e lucido, forgiato con una superba maestria da chissà quale mastro nanico. Copriva l'intero corpo e le zampe con una perfezione non terrena. Stentava ancora a credere che potessero esistere creature del genere.

by Sam Wood

Tillal ebbe un sussulto: avevano incominciato a scalpitare, come se sei fossero accorti della sua presenza. Un'altra goccia di sudore cadde dalla fronte di Tillal su una foglia del sottobosco. Sembrava avesse generato un rumore tremendo.

Tillal si guardò attorno. Tutto il resto del gruppo era stato tramutato in pietra: Gog, Kisho, Jackob e Laila. Tutti.

Era solo, certamente, ma forse non era ancora finita. Non sembrava lo avessero individuato e Tillal aveva ancora qualche carta da giocare, ma doveva agire in fretta, già la prima creatura si era avvicinata con le fauci spalancate a Kisho, come se lo volesse divorare...

15 luglio 2017

Barrowood, la foresta maledetta

"Beh alla fine non è andata male" disse Laila lasciandosi cadere sul soffice divano in pelle del salotto della Compagnia Commerciale del Veliero Dorato.
"Tutto è andato come doveva: la nave è al sicuro nella baia di Hellmouth, siamo stati ricompensati per il disturbo e... detta sinceramente" continuò "non m'interessa nemmeno che fine abbiano fatto quelli là; si salveranno in qualche modo: acqua e cibo ne hanno."
"Ok, ok, ma adesso basta fare la nostra storia: dobbiamo andare a recuperare la Carta, la zona la sappiamo, no?" domandò Jackob.
"Più o meno..." disse Tillal "Se ricordo bene è la zona del bosco di Barrenwood o Barrowood..."
"Una mappa dobbiamo avere e informazioni! Molte informazioni!" squittì Gog.
"Gog ha ragione. Dobbiamo trovare un commerciante di mappe e avere maggiori informazioni. Domani mattina, per prima cosa andiamo a cercare un mapparo." sentenziò Kisho.
"Sì, ma voglio fare anche un po' di shopping. Abbiamo un po' di soldi, spendiamoli." rispose Laila.
"Giusto, dobbiamo prepararci alla nuova avventura e la mia spada dev'esser potenziata. Devo trovare assolutamente un buon fabbro!" le fece eco Tillal.

Il giorno seguente si avventurarono nelle calate del porto di Corentyn per fare approvigionamento e per trovare un esperto del Cheliax. Trovarono un negozietto chiamato "Le Carte del Mondo" tenuto da un simpatico vecchietto che si fa chiamare Ben Hakbaz. Per una ventina di pezzi d'oro ottennero una mappa della zona di Egorian e diverse informazioni sulla foresta di Barrowood.

Ben iniziò così: "Barrowood è un'antica foresta del Cheliax, ammantata da una sinistra reputazione.
Sebbene il suo legname sia pregiato - principalmente frassini, aceri, faggi e querce - e siano presenti alcune rare specie di alberi, basta nominare il suo nome per incutere timore in un qualsiasi abitante del Cheliax."


Il sapiente tacque per un istante, come se anch'egli sentisse il peso della paura nel parlare della foresta.
Poi riprese il discorso: "Diverse dicerie o leggende vengono narrate riguardo la foresta, ma si sono verificati anche fatti concreti d'incredibile violenza.
Alcuni sostengono che la foresta sia sotto una maledizione che fa perdere l'orientamento a chi s'inoltra troppo profondamente nel suo interno. In questo modo, chiunque la voglia esplorare la foresta, muore di stenti e di fame.
Boscaioli, lavoratori della terra - ma anche avventurieri - hanno cercato di inoltrarsi nei meandri del bosco. Molti non sono più tornati, i più fortunati hanno perso il senno e non hanno mai raccontato che cosa hanno visto.
Un'altra voce molto popolare è che una popolazione fatata abiti la foresta e che non permetta d'entrarvi, pena la morte, la pazzia o una maledizione."
Ben si fermò ancora una volta, poi continuò: "I più colti e coloro che appartengono all'aristocrazia Chelaxiana, invece, sostengono due teorie.
La prima narra che la foresta sia sotto un incantesimo di protezione lanciato dal circolo druidico che la abita. I druidi, che combattono i diavoli, avrebbero stretto un patto con gli alberi della foresta, risvegliandoli e creando così dei guardiani per continuare la battaglia.
La seconda, invece, vuole che al centro della foresta ci sia un portale che comunica direttamente con l'Abisso. Grazie a questo portale i regnanti e l'aristocrazia Cheliaxiana hanno stretto il patto coi diavoli e hanno introdotto la diaboleria nella nazione."

"Quindi possiamo dire che quella è la sorgente del potere del Cheliax" interruppe il racconto Jackob.

"Sì e no" rispose Ben "Perché nessuno sa bene come e dove il Casato Thrune abbia stabilito i patti che hanno permesso l'ascesa al potere, anche nel Bosco dei Sussurri si parla di un portale simile. In ogni caso, diverse voci narrano che importanti membri dell'aristocrazia si rechino periodicamente in pellegrinaggio nella foresta per rinnovare i patti o stringerne di nuovi."

Ben fece un'altra pausa, più lunga della precedente. Poi prese nuovamente un grande respiro e continuò: "Tutto ciò ha fatto sì che i paesi nei pressi della foresta si siano spopolati sempre più e solo pochi temerari si rechino ai margini per raccogliere o addirittura abbattere gli alberi più pregiati.
La maggior parte della popolazione a ridosso della foresta preferisce vivere coltivando i campi o con la pesca nel vicino lago Sorrow. La città più importante vicina al bosco, oltre la capitale Egorian, è Dekarium. Una città che vive di pesca, ma che va fiera della propria storia tanto che gli abitanti si proclamano discendenti delle nereidi."

"Molto bene, adesso che abbiamo abbastanza informazioni e una mappa possiamo partire! Grazie mille Ben, sei stato molto prezioso." disse Tillal, pagando l'onorario.
La compagnia uscì dalla bottega per immergersi nelle strette strade di Corentyn.

"Ma prima provviste e bacchette dobbiamo avere. Non c'è più nulla per curarsi." Rispose Gog.
"Sì, facciamolo perché io non posso sempre curare tutti. Non sono un devoto di Iomelade. La mia dimensione sono le ombre..."  disse seccato Jackob.
"Il problema è un altro secondo me." disse Kisho "Avete visto che cosa hanno fatto a me e Laila quando siamo tornati in città?"
"Lasciamo stare! Ti ho detto che non voglio più tornare sull'argomento! E' chiuso e basta!" disse stizzita Laila.
"Scusate, ma adesso sono curioso: che cosa è successo?" chiese Jackob.
"Forse è vietata la prostituzione in questo paese? Non mi sembrava..." lanciò sul piatto Gog.
"No, niente di tutto questo. Siamo andati a caccia perché volevo tenermi in forma. Sapete che non sopporto l'immobilità." incominciò a raccontare Kisho.
"Non abbiamo fatto un grande bottino: un paio di lepri ma giusto perché siamo stati un po' sfortunati. Quando siamo tornati ci hanno fermato e multato per caccia abusiva o roba del genere... Insomma, quello che voglio dire è che prima di muovermi da un punto all'altro del paese dobbiamo capire se possiamo o stiamo infrangendo qualche legge."
"Capito, capito" disse Gog facendo ampi segni d'assenso con la testa.
"Mmm" rispose dubbioso Jackob "Mi sa che dobbiamo trovare una soluzione."
"Possiamo chiedere alla Compagnia, magari ci possono dare uno strappo per avvicinarci al bosco. Andando con una carovana impiegheremmo sicuramente più tempo." propose Tillal.
"Idea questa, buona idea questa." disse Gog.

La giornata volgeva al termine, i colori di un tramonto rosso sangue inondarono le strade della città mentre gli avventurieri prendevano la via per i locali della Compagnia Commerciale del Veliero Dorato.

01 maggio 2017

Il dubbio

Sul Cigno di Absalom era tornata la quiete. Un silenzio irreale s'impadronì della nave per qualche secondo, fu la voce di Laila a spezzare il gelo della quiete che aveva invaso il ponte della nave: "Tu che sembri essere il capo qui, dicci dov'è il resto della compagnia!"

"Voi... voi chi siete?" chiese il marinaio tentennando.

"Qui le domande le facciamo noi, ormai la nave è nostra. Presto, dicci dov'è il resto della compagnia che ha preso questa nave. Sono ancora a bordo? Quanti sono? C'è ancora qualcuno giù?" chiese spietatamente Laila.

"Eh... ecco... siamo solo noi... se ne sono sbarcati tutti sull'isola, hanno occupato il villaggio... siamo rimasti solo noi per governare la nave..." rispose l'uomo.

"Allora visto che ormai siamo qui, andiamo a verificare che non ci sia nessun altro. Fateci strada e pochi scherzi, altrimenti la pagherete cara." minacciò Laila.

L'ispezione durò meno di trenta minuti, tutta la compagnia risalì sul ponte della nave dove nel frattempo si era radunato tutto l'equipaggio. La tensione dell'assalto si era allentata. Quei marinai a cui, alla fin fine, interessava di più avere salva la pelle che preoccuparsi di chi li comandasse, divennero docili come pecore nel soddisfare le richieste di Laila, Gog, Jackob, Kisho e Tillal.

"Come vi ho detto, si sono divisi: una parte è sbarcata sull'isola e l'altra ha preso la jole con il resto del carico e sono salpati verso il continente. Noi non sappiamo nulla di quando torneranno, sappiamo solo che quando torneranno dovremmo salpare verso Nord." disse servilmente colui che si era presentato come nocchiere.

"Beh, il nostro compito è finito." disse trionfale Tillal "Portiamo al sicuro questa nave e incassiamo la ricompensa."

"Giusto. Riusciamo a smuovere questa bagnarola e andarcene con questo equipaggio?" chiese Laila al nocchiere.

"Eh... eh... sì... sì... credo di sì. Ce la possiamo fare..." rispose il marinaio.

"A posto. Andiamo." sentenziò Laila.

"Donna troppo frettolosa sei. Finito non abbiamo: io non voglio essere inseguito da una banda che vuole vendetta. Dobbiamo rimanere e al villaggio dei ruderi tornare." disse Gog.

"Che cosa vuoi dire Gog?" chiese Kisho.

"Se noi ce ne andiamo, quelli ci cercano per ucciderci. Io farei così, fino alla fine del mondo. E tu? Cosa fai nella stessa cosa?" rispose Gog.

"Che cosa suggerisci di fare, allora?" s'introdusse nella discussione Jackob.

"Semplice. Rimaniamo qui, non sulla nave, ma sull'isola. Aspettiamo che tutti siano qui e li facciamo fuori. Così non ci potranno cercare più." Così espose il suo piano Gog.

"Non lo so, basterebbe lasciarli qui. Alla fine è un'isola molto pericolosa. Avranno filo da torcere, anche se la prospettiva di lasciare gran parte dell'equipaggio abbandonato a sé stesso non mi piace." disse Tillal.

"Anche a me non piace molto lasciare questi disgraziati qui sull'isola. E se quelli torneranno, saremo pronti ad affrontarli!" sentenziò Kisho.

"Così meglio è ancora." rispose a quelle accuse Gog per poi proseguire "Scendiamo, li facciamo fuori tutti, salviamo tutti i marinai e andiamo via."

"Non lo so Gog. Non hai tutti i torti. Sono molti più di noi e sono una compagnia rodata. Di Absalom per giunta. Sicuramente li ritroveremo sulla nostra strada. Tuttavia la nostra missione è di fatto finita. Abbiamo trovato la nave e l'abbiamo conquistata. Sono molto combattuto." disse dubbioso Jackob.

"Dobbiamo decidere e in fretta. Possiamo approfittare della notte per attaccare o per fuggire. La luna sorgerà tra qualche ora. Tutto questo è tempo prezioso in un senso o nell'altro." disse Tillal.

Calò nuovamente il silenzio sulla nave. Solo lo scricchiolio delle assi dello scafo e il sibilo delle sartie attraversate dal vento sottolineavano tetramente la difficile decisione che la compagnia avrebbe di lì a poco preso. Le stelle brillavano nel cielo e il dubbio prese possesso di tutto il gruppo.

25 aprile 2017

L'isola dei Warlock

La jole navigava silenziosa, accompagnata dal caldo vento di sud est. Il mare di color nero inchiostro per una luna assente nel cielo, cullava l'imbarcazione e la corrente la indirizzava direttamente verso la costa sud dell'isola.

"Quindi siamo d'accordo" disse Tillal al marinaio che governava la barca "adesso approderemo il più silenziosamente possibile. Tireremo a secco la jole e la nasconderemo. Tu ci aspetterai il tempo necessario e una volta che avremo completato la nostra missione potrai tornare da Simon e goderti le tue monete d'oro."

"Sta bene" rispose il marinaio "ricordatevi che è un'isola pericolosa, disabitata a causa dei mostri che la abitano. Ci hanno già provato a colonizzarla, come vi ho detto, ma la abbandonarono poco dopo. In ogni caso dopo una settimana senza avere vostre notizie vi darò per morti e me ne andrò. Sappiatelo."

"D'accordo, ma torneremo prima" replicò Laila uccidendo il discorso.

"Quindi adesso noi nella foresta andremo?" chiese Gog per conferma.

"Esattamente, dalla spiaggia passeremo per la foresta e quindi raggiungeremo il villaggio diroccato. Lì vedremo cosa fare, se si sono accampati o meno. Speriamo di non esser arrivati troppo tardi." disse Jackob.


"Quindi per ora lasciamo perdere il Cigno di Absalom?" chiese Kisho.

"Per ora sì, prima dobbiamo scoprire che cosa e come sono organizzati questi qua del Gatto Incantato. Sappiamo che numericamente sono superiori a noi. Senza contare i marinai che alla fine ci servono per tornare indietro." così Jackob rinfrescò la memoria al monaco.



"Anche loro divisi si sono pertanto" sussurrò Gog cercando di darsi un tono di stratega.

"Già, ho riconosciuto solo tre di loro. Gli altri mi sembrano semplici marinai. Si sono accampati alla bell'e meglio. La sorveglianza non è altissima, ma bisogna sempre esser prudenti: fanno i turni di guardia." riassunse Jackob per il goblin.

"Allora assaltarli possiamo. Entriamo in città con fiamme e fuoco, bruciamo tutti e la missione abbiamo finito." disse Gog mentre una strana luce s'accese nei suoi occhi.

"Ti ricordo che nemmeno il Grande e Potente Gog riesce a governare una nave da solo. Se uccidessimo veramente tutti non avremmo le forze sufficienti per tornare a casa." replicò in un sussurro Tillal.

"Scusate, scusate, scusate. Ma se la maggior parte delle persone è al villaggio, significa che alla nave non c'è nessuno o sono pochi. Perché non andiamo direttamente alla nave? Sarà più semplice impadronircene. Alla fine la nostra missione non è sterminare il gruppo del Gatto Incantato, ma riportare la nave a Xavier." replicò Laila.

"Tu hai ragione, ma se tre della compagnia sono là, gli altri cinque sono sulla nave." disse Kisho.

"Alla nave torniamo e vediamo. Così non sappiamo." disse Gog.

"In effetti, sarebbe da andare a vedere che cosa succede sulla nave. Potrebbe esser ancora più semplice di quello che sembra." rifletté ad alta voce Jackob.

"Possiamo riposare qui questa notte, siamo veramente stanchi: quella jole non era così comoda e quei gorilla che ci hanno attaccato sono stati solo un fastidioso contrattempo che non solo ci ha rallentato, ma anche tolto delle energie. Partiremo domani mattina prima dell'alba, raggiungiamo la spiaggia e mandiamo Jackob in avanscoperta." disse Tillal.

"D'accordo. Allora troviamo un posto sicuro per cui quelli là nel villaggio non ci vedano, riposiamo e domani vedremo, sempre che non ci siano imprevisti o che decidano di partire. Fosse veramente così ci aspetta solo un inseguimento per mezzo mare!" disse Jackob.

18 aprile 2017

La trattativa

L'acre fumo verde si dissolse, la figura umanoide si era materializzata in una creatura.
Ingobbita su sé stessa, curvata dal peso dei secoli, questo probabile diavolo, completamente coperto di aculei uncinati, volse il suo terribile sguardo verso la porta, verso la compagnia.

"Ditemi chi siete, ditemi dove andate e ditemi se vi manda il mio padrone." disse con voce baritonale, come se provenisse direttamente dai recessi più profondi dell'Acheronte.

Vi fu qualche attimo di silenzio e di sgomento. Tutta la compagnia era conscia che doveva rispondere, doveva dire qualsiasi cosa eppure qualcosa impediva alla voce di uscire.
Poi finalmente qualcuno parlò. Anzi, furono in due: Tillal e Gog, quasi in contemporanea.

"Chi è il tuo padrone?" domandò secco Tillal.
"Passare per questa stanza voglio, me lo impedirai?" chiese più cautamente Gog.

Si alzò una risata. Profonda. Inquietante. Infinita.
"Chi è il mio padrone non vi riguarda e mi fa capire che non lo conoscete. Ve lo impedirò certamente se necessario, io sono il guardiano di questo luogo."

"Il tuo padrone ha rapito la nostra compagna, lasciaci passare, dobbiamo parlare con lui." replicò Tillal.

Nel frattempo Jackob sfruttava le zone in ombra del corridoio per cercare un riparo tra le ombre, mentre Kisho tendeva i muscoli pronto a intervenire.

"Mi spiace per la vostra amica, sinceramente." disse il diavolo con un lampo negli occhi "Se non siete stati convocati dal mio padrone significa che non siete i benvenuti, quindi non posso farvi passare."

"E se passiamo con altri mezzi? Ci dai la caccia?" chiese Gog mentre cercava di mantenere vivo l'incantesimo che indicava la direzione dove presumibilmente si trovava Laila; la trama magica indicava la porta alla sua destra.

"Io vi dirò solamente che sono il guardiano di questo luogo e che lo difenderò al meglio delle mie possibilità. Ma, invece, voi chi siete? Presentatevi. Il mio nome è Hamatula." disse con voce suadente e mielosa il diavolo.

Nessuno cadde in quella tentazione, nonostante le parole sembrassero ragionevoli e perfette in quella situazione. Gog rispose: "Troppo potente per noi tu sei. Ce ne andiamo e io stesso così come i miei amici non ti attaccheranno. Addio."

Tutti lo guardarono male mentre il goblin arretrava dalla soglia quanto basta per chiudere la pesante porta rinforzata. Una volta chiusa Kisho disse: "Sei impazzito? Adesso dove andiamo? Dobbiamo combattere e sconfiggerlo!"

"Troppo frettoloso monaco, troppo frettoloso!" replicò con serenità Gog "Ho un incantesimo che ci permette di evitare la battaglia." 

Detto ciò, farfugliando qualcosa in goblinesco e con ampi gesti delle piccole braccia, si aprì un ovale multicolore cangiante. "Presto, varcate la soglia e ci troveremo dietro la porta, nell'altro corridoio!" disse Gog con una certa eccitazione.

"Spero che sia così Gog, spero che sia così..." disse Jackob con un certo grado di scetticismo.



Gli occhi di Laila si aprirono e il mal di testa la colpì istantaneamente. Pochi confusi ricordi di ciò che aveva fatto qualche ora prima le affioravano alla mente confusi: il molo, il porto, le taverne e le varie pinte di birra bevute, poi la stanza della taverna, quella stamberga che l'oste osava definire stanza... ma ella non si trovava in quella spelonca, questo era fuori di dubbio.

Era una stanza confortevole, ben riscaldata, un giocoso fuoco scoppiettava in un camino finemente decorato. Da una parte una libreria piena di tomi e volumi di diverso colore e diversa rilegatura.
Le pareti erano ricoperte con lussuosa carta da parati bicolore e diverse candele illuminavano la stanza.

Laila era adagiata su un morbido letto e l'odore di lenzuola pulite era gradevole, le ricordava la sua giovinezza, prima di partire per l'avventura.
Una voce ruppe questo flusso di pensieri: "Finalmente ti sei svegliata." disse una dolce voce maschile.

Laila si girò e vide quasi incredula Simon che le parlava. Era seduto accanto a lei, su una sedia. Alla sua desta uno sgabello particolarmente alto su cui era poggiata una brocca d'acqua e dei bicchieri in cristallo.

"Che cosa ci faccio qui? Dove sono i miei compagni?" chiese Laila disorientata.

"Ti abbiamo prelevato per avere informazioni, sei in una delle sedi della nostra gilda. Non ti preoccupare, non ho intenzione di farti alcun male. Ho bisogno di informazioni su di te e su di voi. La tua compagnia non è molto distante da qui, ma non arriveranno mai vivi a salvarti." rispose con calma olimpica Simon.

Laila si guardò attorno, soppesando la possibilità di usare le sue capacità per fuggire. Non trovò nessuno spunto e vinta rivolse lo sguardo a Simon, ma egli prima che lei potesse dir qualcosa aggiunse: "Lo so che cosa stai pensando. Stai pensando il miglior modo per neutralizzarmi e fuggire o solamente fuggire. Questa è una gilda di persone esattamente uguali a te, quindi sappiamo benissimo come evitare certe cose..."

Il discorso rimase sospeso per qualche istante, poi Laila prese coraggio per parlare: "Di quali informazioni hai bisogno? Perché vi siete interessati al nostro gruppo? Alla fine potremmo fare un equo scambio."

"Sono io a chiederti perché siete venuti da noi a sottrarci le merci che volevamo vendervi. Chi siete? Chi vi ha mandato? Perché continuate a infiltrarvi nella nostra gilda?" chiese con tono inquisitorio Simon.

"Chi mi assicura che una volta avute queste informazioni non mi ucciderai?" Laila si arroccò dietro questa domanda.

"Purtroppo nessuno, ma se decidi di non rispondere, sappi che tu e i tuoi amici andranno verso morte certa. Sono qui e non possono scappare; i pericoli aumenteranno sempre di più." sentenziò gelido Simon.

A quel punto Laila capitolò: "Una compagnia di mercanti ci ha assoldato per trovare una nave data per affondata: Il Cigno di Absalom. Abbiamo fatto le nostre indagini e pensiamo che la nave non sia perduta, ma che sia stata, come dire, rubata. Le indagini ci hanno portato allo scantinato dove hai mostrato la merce che abbiamo riconosciuto come essere quella de Il Cigno. Quindi la nave dovete averla voi. Vogliamo sapere dove si trova."

"Non correre così tanto Laila." rispose Simon "Sicuramente abbiamo parte del carico, come hai detto, ma non la nave. Non l'abbiamo presa noi. Abbiamo solamente acquistato della merce che ci poteva interessare da immettere nuovamente sul mercato. Chi ci ha venduto la merce è la Compagnia del Gatto incantato. Sono in otto il cui capo è appunto il Gatto Incantato che come avrai capito segue la nostra via. Poi ci sono alcuni combattenti, due incantatori. A quanto hanno riferito, fanno base all'isola dei Warlock. Suppongo che l'abbiano scelta perché è abitata da mostri e nessuno sano di mente si avvicinerebbe mai e men che meno sbarcherebbe. Assieme alla piccola avanguardia che ci ha venduto la merce c'erano anche alcuni marinai che obbedivano al Gatto.
Noi abbiamo semplicemente pagato per la merce e l'abbiamo portata in un nostro magazzino. Tutto qui. Per il resto... Siete voi che vi siete introdotti in casa nostra e avete rubato non solo il carico, ma anche i soldi e il libro."

Il viso di Laila tradì un certo nervosismo. Simon se ne accorse e continuò: "Ma non ti devi preoccupare: rispetto il lavoro altrui e voi indubbiamente avete fatto un lavoro eccellente. I soldi e la merce potete tenerli. Il libro no. Quello lo rivoglio indietro. Diciamo che è un pagamento non solo per la vostra vita per le informazioni che mi darete, ma è anche un risarcimento dei danni morali..."

Per la seconda volta Laila era all'angolo e capitolò: "Sta bene, sia così. Ma voglio comprarmi un'altra cosa: altre informazioni, ma non sulla nave. Devi trovarmi un certo Zulcun." disse con uno sguardo carico d'odio Laila.

"D'accordo. Quando tornerai avrai le informazioni che cerchi. Farò di tutto perché tu le possa avere." disse Simon.

Laila si alzò felina dal letto, cinse con il braccio destro la schiena di Simon, lo portò a sé e lo baciò.
Fu un bacio che avvampava di passione. Dopo qualche istante ruppe il silenzio: "E forse avrai anche di più..."

A Simon ci volle qualche momento per riprendersi. Poi disse sbrigativamente: "Forza Laila, vestiti, andiamo a raggiungere i tuoi compagni."

11 aprile 2017

Le cose si complicano...

Le schegge della porta, esplosa sotto la raffica di colpi di Kisho, erano sparse per tutta la stanza.
I frammenti di vetro brillavano alla pallida luce della luna ormai calante. Una dolce brezza spirava dall'esterno attraverso la finestra sfondata da Jackob, devastante finale del volo dal porto alla taverna sulle sua ali d'ombra.

Gli occhi spenti del guerriero in armatura completa che giaceva morto fissavano tetramente entrambi i personaggi in un sordido sguardo. La spada lunga gettata a un lato sembrava un giocattolo rotto e non più interessante.

Un glaciale silenzio, interrotto dal respiro corto di Jackob, dominava su tutti e tutto. Jackob e Kisho attoniti e increduli non parlavano né erano in grado di farlo.

All'improvviso il rumore dei passi invase il lungo corridoio della taverna. Tillal e Gog irruppero nella stanza. Tillal, ancora intontito per l'incantesimo che lo aveva travolto, sentì lo stomaco chiudersi.
Gog ebbe un moto di stizza e disse: "Dov'è Laila?"

Tillal rispose come se stesse emettendo una sentenza: "Loro l'hanno rapita."

"Chi? Chi ha fatto tutto questo?" disse con una rabbia montante Kisho.

"Quelli a cui abbiamo preso il tesoro e che hanno il carico del Cigno di Absalom." replicò Tillal per poi continuare "Laila si è ubriacata, l'ho portata in stanza perché riposasse. Poi sono arrivati loro. Erano in tre: un umano guerriero che ho eliminato subito, uno gnomo stregone e una barda. È stata lei a lanciarmi quell'incantesimo che mi ha portato dall'altra parte del porto... maledetta!"

"Andiamo! Non c'è tempo da perdere!" gridò Jackob uscendo come una furia fuori dalla stanza. Per poco non travolse l'oste che era salito a vedere l'origine di quel pandemonio.
Gli altri seguirono in brevissimo.

L'ingesso nello scantinato si avvicinava sempre più velocemente e mentre correva a perdifiato Gog cercò di ammonire il resto del gruppo: "Dobbiamo stare attenti, stiamo tornando nel covo dei ladri, abbiamo già visto le trappole che hanno usato contro di noi."

Non riuscì quasi a finire la frase: Kisho, utilizzando lo spunto della corsa, aveva già sfondato la porta e attivato la trappola. Ignorando l'esplosione di fuoco e i danni subiti, si era già precipitato nel piano inferiore, nello scantinato dove qualche giorno prima Tillal e Jackob cercavano indizi sul carico del Cigno di Absalom.

I quattro si ritrovarono dentro la stanza umida. Kisho, con gli occhi iniettati di sangue, disse: "Dov'è il passaggio segreto?" In silenzio Tillal alzò il braccio, stese l'indice e mostrò la direzione al monaco.

Gog cercò di ribattere: "È un muro, c'è una trappola, lo sappiamo, non ha senso sfondarla. Non ci riuscirai mai!"

Ancora una volta non riuscì a terminare la frase: Kisho furiosamente aveva lanciato la prima raffica. Schegge di laterizi incominciarono a volare da tutte le parti. Non pago, ne lanciò una seconda e poi una terza, poi una quarta e una quinta. I primi mattoni erano saltati, il muro incredibilmente aveva incominciato a cedere, da un piccolo varco la crepa crebbe sempre più fino a quando la parete mobile crollò e Kisho disse "Scassinata!" prima di gettarsi nel corridoio.

Arrivarono a una porta in ferro. Sapevano che cosa c'era oltre: il pentacolo e le quattro statue.
Ma prima bisognava aprire la porta. Passò qualche secondo dove nessuno riusciva a raccogliere un'idea su come passare quell'ostacolo. In questo momento s'accorsero quanto era prezioso l'aiuto di Laila.

Poi il volto di Jackob s'illuminò. Estrasse dalla tasca un anello e lo porse a Jackob.
"Tieni, è l'anello di Laila, usalo per andare dall'altra parte della porta."

Senza dire una parola Kisho s'infilò un anello e la sua figura divenne di fumo.
Scomparve oltre la soglia. Un clack e la porta si aprì.

Tutti lo guardarono straniti, come se si trovassero di fronte a un pazzo omicida. Un brivido di orrore corse nei loro occhi. Non per quello che Kisho aveva fatto, ma per quello che stava accadendo alle sue spalle. Una nebbia giallastra, dall'odore sulfureo era sorra dal pentacolo, aveva invaso la stanza e si stava concretizzando in un essere...


Simon, il ladro gentiluomo

"Un grande rischio abbiamo noi evitato" disse Gog non appena tutta la compagnia uscì dalla taverna.

"Il rischio si è concretizzato quando Kisho ha aperto la bocca" gli fece eco Jackob.

"Ooh basta, sapete che io dico solo la verità. Quello ci guardava e io gli ho chiesto semplicemente se qualcosa non andava" si difese Kisho.

"Peccato che 'quello' fosse una delle guardie del porto. Del Cheliax." ammonì Tillal "E per quanto abbiamo visto non sono sono un po' permalose, ma molto, molto e molto temute da tutti. Hai visto come si sono allontanati gli avventori della taverna quando quello si è alzato ed è venuto al nostro tavolo? Impressionante."



"Io sono stato già schiavo e non mi è piaciuto. No, no, no, no." scosse la testa in segno di disapprovazione Gog, come se i ceppi si dovessero chiudere da un momento all'altro sulle sue mani ancora una volta.

"Va bene, va bene, ma adesso concentriamoci sulla nostra missione" cercò di sviare l'argomento Kisho.

"Sì, avete sentito? Parlavano in codice, ma era evidente che il tema era il carico... e non uno qualsiasi, ma il carico del Cigno di Absalom. È chiaro che lo abbiano loro!" disse Laila infiammata dal sacro fuoco del guadagno e delle monete d'oro.

"Già!" la interruppe Jackob "Mi sembrava che Simon (così ha detto di chiamarsi?) fosse interessato non solo al carico, ma anche a qualcosa d'altro..."

"I bei fianchi da puledra sono piaciuti a lui!" esclamò Gog.

"Ehi ehi ehi! Cosa sono queste considerazioni?" cercò di divincolarsi Laila.

"Dai che ti piace! Prima il marinaio, poi questo ladro! Speriamo che abbia sufficienti monete d'oro!" rincarò la dose Kisho.

"Piantatela! Immediatamente! Per chi mi avete preso? Io sono una donna di classe dai gusti raffinati. Mi accompagno a voi solo perché mi fate tenerezza: senza di me non andreste da nessuna parte." L'ultima frase fu detta senza molta convinzione da parte di Laila.

"Ecco ciò che dobbiamo fare!" improvvisamente Gog s'illuminò. "Dividiamoci e facciamo dei turni. Una parte di noi teniamo sotto controllo il vicolo dove c'era il deposito, l'altra tiene di vista il porto per vedere se tornano con la merce."

"Va bene, allora io e Kisho gireremo per il porto, mentre voialtri farete la posta al vicolo." disse Laila con una certa soddisfazione, ma non aveva ancora fatto i conti col destino...


26 marzo 2017

Rubare in casa di un ladro...

"Sei una cretina! Anzi, una deficente! Anzi una decerebrata! Uno zombie ha più cervello di te!"
Jackob urlava contro Laila con tutto il fiato che aveva in corpo. Paonazzo in volto, prese un bel respiro per riprendere lo sproloquio. "Come ti è saltato in mente di metterti a scassinare un forziere mentre noi ci stavamo scontrando con quel.. quel... quel... coso! Facendo scattare la trappola! Cosa ti aspettavi? Il cartello di benvenuto?"

Laila non fece una piega di fronte a tanta ira. "Tanto non potevo fare nulla! Nulla! Le mie frecce gli facevano il solletico e poi..." Laila cercando di trovare un'argomentazione, ma fu istantaneamente interrotta da un altrettanto furioso Kisho.

"Stai zitta! Stai zitta! Quella palla di fuoco ha rischiato di uccidermi. Non bastava quel costrutto che mi stava picchiando a sangue, ti ci dovevi mettere pure tu!"disse il monaco dei quattro venti.

"Cinque coccodrilli ho dovuto evocare per tenerlo a bada... Cinque magie... capisci?" chiosò Gog.

"Va bene, va bene, d'ora in poi cercherò di essere più utile in combattimento. Ma non aspettatevi molto, non sono un killer." disse con sufficienza la ladra.

"Sarebbe il caso di prendere ciò che c'è e andarcene. Non ho delle belle sensazioni qua dentro, visto anche il pentacolo nell'altra stanza..." disse Tillal guardandosi attorno con circospezione, come se un Balor potesse uscire da un momento all'altro.

"Prima di andarcene, venite a vedere qui." disse Jackon, rivolto a tutto il gruppo "Forse ho trovato qualche cosa d'interessante."

A quelle parole il resto del gruppo fu come destato da un sogno: avevano appena rischiato tantissimo, probabilmente quello appena trascorso era stato lo scontro più pericoloso che avessero mai affrontato, ma avevano dimenticato lo scopo della loro missione.

"Uhm, casse, botti, barili... E tutti hanno ancora i sigilli intatti." disse Kisho."
"Guardate, qui: questo è il simbolo della Compagnia del Veliero Dorato... e qui c'è un altro simbolo: un cigno che solca il mare. Deve essere quello della nave che stiamo cercando." disse con un certo grado di eccitazione Tillal.




"Apriamo e vediamo! Cerchiamo e vediamo se ci sono le cose della nota. Sarà il carico?" ordinò Gog.

Ci volle un po' ad aprire i barili, le botti e le casse contenute in quel piccolo magazzino, ma i tessuti, gli olii aromatici ed essenziali, le spezie contenute sembravano coincidere con quanto aveva scritto Sheper, il funzionario della compagnia trovato morto qualche giorno prima.

"Prendiamone un certo quantitativo così abbiamo delle prove che il carico è ancora integro e non in fondo al mare." suggerì Tillal.

"Prendiamo piuttosto i sigilli, i coperchi delle botti con i simbolo della Compagnia e qualche altra prova più concreta" disse Jackob "visto che tutta questa merce potrebbe venire da qualsiasi punto di Oerth."

"Molto saggio piccolo uomo, molto saggio" chiosò Gog "ma queste casse e queste botti non mi sembrano esser marci e bagnati, mi sembrano molto ben curati e asciutti. Non ci sono segni di una tempesta e di uso. Molto strano, molto."

"Allora è evidente che la nave non è affondata. Altro che tempesta! Portiamoci via tutto." sentenziò senza possibilità di appello Laila.

"Le nostre borse sono strapiene di monete: quelle che abbiamo nel forziere che è esploso e che dovresti conoscere molto bene." disse Tillal "Ricordiamoci anche di capire che cos'è quel libro magico d'invocazione. Sembra molto potente."

"Adesso andiamo però" disse Laila "ogni minuto che passa il pericolo aumenta, ho delle sensazioni negative."

"Sì, usciamo, ma andiamo a ricercare il nostro uomo. Deve rispondere a un sacco di domande. Adesso abbiamo le prove che la nave non è affondata. Dobbiamo capire dov'è. Lui lo sa. Lui deve parlare." disse Jackob.

"No, dobbiamo tornare a Corentyn. Questa città è divenuta troppo pericolosa per noi." disse Gog.

Iniziò così un'accesa discussione che proseguì nel corridoio del sotterraneo, proseguì nei carruggi di Khari, per morire sulle banchine del porto quando Jackob vide colui stavano cercando, il ricettatore, entrare in una taverna dello scalo Chelaxiano.

20 marzo 2017

Le indagini diventano ufficiali

"Alla fine l'abbiamo spuntata." disse soddisfatta Laila uscendo dall'edificio che ospita la Compagnia Commerciale del Veliero Dorato. Il caldo vento del sud soffiava pigramente tra i capelli della ladra.

"Sì, ma hai visto che non ha battuto ciglio né quando abbiamo ventilato l'ipotesi che la nave non sia affondata nella tempesta, né tantomeno quando abbiamo insinuato una possibile truffa all'assicurazione. Non riesco a capire a che gioco sta giocando Xavier." aggiunse Jackob pensoso.

"Strano che Laila non abbia tirato sul prezzo. Mi è sembrato di non volere nemmeno insistere. Strano, molto strano. Sarà ancora lei?" si chiedeva Gog ad alta voce, quasi assorto nei suoi pensieri.

"A me è sembrato più arrabbiato che altro, come se qualcosa di molto fastidioso lo stesse perseguitando." puntualizzò Tillal.

"Mi sembra che centomila monete d'oro sono una fonte più che rispettabile per qualsiasi arrabbiatura." gli fece da contraltare Kisho.

"Non so Kisho, mi sembra che non stiamo mettendo a fuoco qualche altro elemento, un elemento che infastidisce Xavier." replicò Tillal.

"Sì, ma adesso che cosa facciamo? Cioè, siamo liberi di fare tutte le belle indagini che vogliamo, a nome della Compagnia, ma da dove partiamo?" Laila chiese a tutto il gruppo.
I cinque si fermarono in mezzo alla strada che conduceva verso le banchine del porto come un gruppo di anziani che si stanno raccontando aneddoti di gioventù. All'improvviso tutti si accorsero che un vero e proprio piano non esisteva. Fino ad allora si erano mossi più per istinto che con un filo logico.

"La donna popputa ha ragione anche se non me la racconta giusta. Che cosa facciamo? Il Grande e Potente Gog non può perdere il suo tempo prezioso." disse il goblin con tutta la solennità di cui era capace.

"Io non mi fido di ciò che ci ha detto Xavier. Voglio verificare che non stia facendo il doppio gioco. David ci ha detto che si dovrà vedere con l'assicuratore? Ebbene sono fermamente intenzionato a spiarlo." disse con estrema determinazione Jackob.

"Tu fa' come meglio credi visto che sei bravo a fare solo una cosa: sparire. Secondo me questa non è la via migliore. Dobbiamo seguire la merce. Sappiamo che è a Khari, in mano al ricettatore. Lo dobbiamo trovare, catturare e farlo confessare. Il piano è semplicissimo." disse Laila infervorata per un'idea articolata che aveva appena concepito.


"Credo che non sia una cattiva idea. A parte le testimonianze che raccolte, è l'unica vera pista concreta che abbiamo. Dobbiamo cercare di saperne di più, magari raccogliendo anche qualche elemento concreto, ossia una prova." rincarò la dose Tillal che proseguì "Non certamente volando, però. Visto che adesso siamo liberi dal fare la guardia del corpo di Xavier, possiamo pagare un passaggio da una sponda all'altra del Cheliax."

"Ancora acqua e acqua e acqua. Il Grande e Potente Gog non vuole acqua. Acqua spegne il fuoco e il Grande e Potente Gog ama il fuoco. Io non credo che verrò." disse stizzito Gog.

"Oh, insomma, non fare lo schizzinoso Gog!" lo riprese Tillal "Non ti stiamo chiedendo di fartela a nuoto, starai su una comoda barca."

"Ben detto! Ben detto!" disse Kisho battendo le mani, con una strana luce negli occhi.
"Ho già in mente quale sarà la mia prossima sfida: l'attraversamento a nuoto dello stretto. Finalmente pane per i miei denti. Non appena saremo in prossimità del molo, mi tufferò e incomincerò la traversata."



"È stato un piacere conoscerti, verrò a piangere al tuo funerale su una tomba vuota." sentenziò senza alcuno spazio di replica il nocchiere della jole, massacrando con poche parole le speranze di Kisho il quale imperterrito riprese ad argomentare "Ma che cosa mi potrà accadere? Sono poche miglia... ci sono per caso degli squali? O qualche mostro marino? Io starò vicino alla sua imbarcazione, non deve temere..."

"Senti giovanotto" riprese il marinaio "se ti vuoi ammazzare, la cosa non mi riguarda, sei libero di morire come meglio credi, ma non venire qui a percularmi con le tue storie di mostri, squali o qualsiasi accidentaccio che ti viene in mente. Là fuori non faresti nemmeno un ottavo di miglio e sarai, se sei fortunato, portato via dalle correnti o peggio inghiottito da un gorgo. Già le navi della marina fanno fatica a pattugliare lo stretto, le navi commerciali se non sapientemente guidate si vanno a sfracellare sulla punta a nord ovest e tu ti presenti, bello tritone, a dirmi che è una passeggiata di salute... ma per piacere! Adesso, visto che i tuoi compagni ti hanno pagato il viaggio, ti siedi buono buonetto e ti godi il viaggio. La traversata durerà poco più di mezz'ora."

Kisho non ebbe la forza di replicare, si sedette sprofondato in un marmoreo silenzio.
E il silenzio dominò tutta la traversata, interrotto ogni tanto da un sommesso bofonchiare.
"Ma pensa te... Farsi la traversata dell'Arco di Aroden a nuoto... Incredibile... incredibile... Dove andremo a finire?" Era il vecchio marinaio che borbottava tra sé e sé come uno stufato sul fuoco.

16 marzo 2017

Le indagini proseguono a Khari

"Forse non siamo stati poi così tanto discreti." disse Tillal mentre si ripuliva la mano dal proprio sangue. Gli ultimi effetti del veleno scomparivano dal suo corpo grazie all'incantesimo di Jackob e i due uscivano dallo scantinato alla luce del sole. Poi, quasi assorto, proseguì: "E io avrei dovuto aspettare Laila prima di toccare quella porta nascosta... maledetta voglia di avventura!"

"Di per certo." gli fece eco Jackob "Siamo stati forse troppo avventati nel cercare di truffare un contrabbandiere che cercava di vendere la propria merce al mercato nero. Hai visto il broccato e le spezie che aveva con sé? Se ricordo bene sono proprio quelle nella lista fatta da Sheper."

"Già, ma almeno sappiamo che parte del carico è qui a Khali e quindi Il Cigno di Absalom non è affondato come sostiene Xavier. Dobbiamo anche capire quali sono le sue vere intenzioni: sa tutto o non sa nulla? L'assicuratore è connivente o anche lui è ignaro di tutta questa faccenda?" si domandò Tillal mentre riprendevano la via che conduce verso il porto.


"Per questo posso pensarci io, posso pedinarlo e vedere come si comporta. Se ha movimenti sospetti o meno. Domani posso provvedere, sai bene che posso passare molto facilmente inosservato." propose Jackob.

"Questa è una strada, ma perché non chiederlo apertamente e vedere la sua reazione? Se si tradisse a sufficienza potremmo già capire qualcosa di più da quale parte pende. In ogni caso, avere un mandato ufficiale da parte della Compagnia ci aiuterebbe a muoverci meglio in città. Fin'ora mi sembrava di esser un pesce fuor d'acqua..." disse Tillal.

"Adesso, però, basta chiacchiere. Dobbiamo tornare a Corentyn prima che sia troppo buio. Già è stato difficile sorvolare mezza marina da guerra Cheliaxiana... Hai visto che traffico? Incredibile. Mi domando come avremmo fatto se non fossimo stati invisibili... avrebbero fatto il tiro al piccione! Di più: far passare Il Cigno di Absalom per lo stretto deve esser stata un'impresa straordinaria: non sarebbe passato neanche uno spillo. Probabilmente Kisho potrebbe fare da una parte all'altra dello stretto saltellando da una nave all'altra!" affermò Jackob.

"A proposito. Chissà che cosa avranno scoperto lui e Leila... Per tornare al Cheliax, poi, è veramente una grande potenza, capisco perché tutti la temano. E prima ce ne andiamo da qui, meglio è. Non vorrei avere guai con la giustizia in questo stato." disse sconsolato Tillal.

"Su, coraggio. Questo è un buon posto. Diventiamo invisibili e spicchiamo il volo. Ci vediamo al faro di Corentyn. Mi raccomando: silenzioso come il sussurro del vento e nascosto come pipistrelli nella notte." si raccomandò Jackob.

La spiaggia era deserta, due figure umanoidi, una di taglia media, l'altra poco più grande di un bambino scomparvero improvvisamente. Il sole stava calando verso l'occidente e una leggera brezza soffiava da Sud. Una corvetta Chelaxiana veleggiava a meno di due miglia dalla spiaggia. Nessuno si accorse o vide la scena. Tillal e Jackob già la stavano sorvolando, diretti verso la base, diretti verso Corentyn e il suo faro.

10 marzo 2017

Le indagini proseguono... ma in taverna!

"Ma è mai possibile che mi prendanto tutti per una prostituta?" Laila disse rossa in volto mentre assieme a Kisho stavano uscendo da Il nubifragio, una delle locande segnate negli appunti di Sheper.

"Hai visto come allungava quelle luride manacce? E tu facevi la bella statuina! Meno male che sei la mia guardia del corpo... poi non ho capito che cosa intendevi quando hai parlato di prezzo da pagare, cosa stavi pensando? Che sono una merce?" rincarò ulteriormente la dose.


"Insomma Laila, ma ti vedi come vai in giro? Mi stupisco che non ti sia presa un malanno o almeno un raffreddore quanta poca stoffa hai addosso!" replicò scherzosamente Kisho per poi proseguire "Fatto sta che non abbiamo cavato un ragno dal buco. Zero notizie, solo marinai ingrifati."

"Certo che mi sono dovuta mettere in gioco! Le tue domande a L'orso arrabbiato erano semplicemente ridicole. Quale oste su tutta Golarion ti darebbe credito se la prima domanda è abbiamo bisogno di informazioni? Ancor prima di ordinare una birra o del vino... sei assurdo!
E meno male che prima di andare oltre quel marinaio si è sbottonato..." disse stizzita Laila.

"Non esattamente come avrebbe voluto lui..." insinuò Kisho,

"Oh, basta insomma! La tua volgare ironia non mi fa ridere." lo zittì Laila per poi proseguire "Almeno abbiamo saputo che Il Cigno di Absalom non è l'unica nave perduta durante la tempesta, dovremmo cercare i sopravvissuti per capire quanto era violenta la tempesta e se effettivamente nessuno poteva uscirne vivo."

"Sarà pure come dici, speriamo che questa brutta faccenda si chiuda presto." chiosò Kisho.

"Comunque Xavier non è riuscito a raggiungere ancora quello che cercava e cioè l'indennizzo, egli è molto bravo nel trattare e nel convincere il proprio interlocutore." replicò Laila.

"L'ho notato anche io, soprattutto questa mattina quando parlava con i capitani degli altri mercantili. Nonostante i contrasti iniziali o le argomentazioni un po' deboli, è riuscito a farsi firmare le dichiarazioni giurate che gli servono per attestare che un mercantile come Il Cigno di Absalom non sarebbe mai riuscito a uscire sano da una tempesta che ha colpito il golfo quattro giorni fa." annotò Kisho.

"Ma non abbastanza, ne ha solo cinque e ne servono sette prima che l'assicuratore sganci qualcosa. Ma ora basta! Sono stanca e voglio solo rilassarmi e capire che cosa hanno combinato gli altri. A quest'ora dovrebbero esser già tornati da Khari, sempre che qualcosa non sia andato storto..." disse Laila mentre entrambi camminavano per le strade ormai deserte e avvolte nella nebbia del quartiere del porto di Corentyn.

05 marzo 2017

La nave fantasma

"Mi ha dato della prostituta!" disse stizzita Laila.
"Non è un buon motivo per cercare di ucciderlo, inoltre gli avevi detto che eri la compagnia di Sam... guarda come sei vestita! Cosa doveva pensare?" replicò Kisho infervorito.
"Speriamo non ci denunci e che gli bastino le due monete d'oro... ci manca solo questo. Non so com'è la giustizia nel Cheliax, ma non credo che sia così clemente" chiosò Jackob.


La notte avvolgeva Corentyn, le strade erano deserte eccezion fatta per le ronde della polizia cittadina che giravano senza sosta come squali in cerca di preda.

"Sì, va bene tutto, ma adesso torniamo alla Compagnia." - disse Tillal - "Nessuno sa niente delle nostre scorribande notturne e non vorrei che Xavier non trovandoci s'insospettisse. Dobbiamo anche fare il punto dopo ciò che abbiamo scoperto questa notte."
"Dobbamo rivedere un po' di cose. Con calma. Ma qui nessuno mi convince: né Xavier, né la Compagnia, né l'assicuratore. Tutta questa faccenda mi puzza di bruciato. Laila, leggi di nuovo il biglietto che era nascosto sul corpo di Sheper" sentenziò Jackob.
"Ancora? Non capisco come mai ci siamo immischiati in questa vicenda. Ci pagano solo per la scorta, non dovremmo fare altro. E invece siamo qui, quando dovremmo esser a letto a dormire."
"Su non fare la difficile, leggi e basta." disse Tillal.
La compagnia dei falchi del mare
I delfini di Ostenso
Le furie del ghiaccio
La corporazione dei viaggiatori erranti
I sottili sussurri => Ian Hollow o gatto incantato

Tom Wallace, dock 37, porto militare, tra due giorni durante il turno

Macini? Arco di Aroden? Thurion? Shardstone? Isole dei Warlock? Rahadoum? Khari?
Ostenso 7, Gemcrown, La Sirena Rossa 9, Tempesta 10, Sam 10 mattina notte
Faro di Aroden, punta Sud durante il temporale Sam Thoothwood turno!!!

L'orso arrabbiato, VI distretto
Il nubifragio, III distretto
La rotta perduta, distretto del porto

100 balle di seta grezza
300 balle di broccato di Qadira
40 casse di spezie
20 casse di spezie dello Xi Yang
170 botti di olii essenziali
800 lingotti di piombo
800 lingotti di rame
300 lingotti di ferro
400 assi di ciliegio dello Thue Wang
Da controllare in archivio. La pratica e il carico ufficiale.

Magia? Chi? Divinatore abbastanza potente per il carico. Equipaggio? Tutti morti? Impossibile. Mercato nero?
Leonard? Xavier? Tutta la Compagnia?
"Direi che abbiamo abbastanza elementi per dubitare dell'affondamento de Il Cigno di Absalom: le voci raccolte da Tom sul passaggio della nave; a proposito, avete visto come era scosso quando ha saputo la notizia della morte di Sheper? Poi  c'è la mancanza di sopravvissuti o di qualche relitto e non ultima la testimonianza di Sam, uno dei guardiani del faro che l'ha addirittura vista sebbene nella nebbia dei giorni successivi alla tempesta." disse con una certa sicumera Jackob.
"Senza contare la mappa di Sheper, in cui è disegnata la rotta del mercantile e il presunto punto in cui si trovava quando c'è stata la tempesta." chiosò Jackob.

"Che bravi i miei investigatori da strapazzo! Ma a noi che cosa ce ne frega? Ci pagano solo per la scorta e non dovremmo fare altro. E anche se fosse che c'interessa?" disse Laila.
"Basta, sei noiosa. Non hai ancora capito che potremmo recuperare il carico? Avere una ricompensa da parte della Compagnia o dell'assicurazione? Sono tutti soldi in più? Ha visto quanto ammontava l'assicurazione?" replicò Tillal con un certo fervore.
"Quasi 100.000 monete d'oro..." disse Kisho con una certa noncuranza.
"Esatto. Quindi chiudi quella tua bella bocca di rosa e cerca di capire perché stiamo facendo tutto questo." Tillal zittì Laila.
"Domani, se abbiamo tempo dobbiamo anche fare il giro delle taverne. Mi sono informato da David, il tuo nuovo amico che hai finanziato profumatamente Kisho. L'orso arrabbiato, Il nubifragio e La rotta perduta sono tutte taverne nella zona del porto. Evidentemente Sheperd ha fatto un salto anche là. Dobbiamo ripercorrere i suoi stessi passi." disse Jackob.
"Si dovrebbe anche andare a Khari... Sheper l'ha sottolineato più e più volte. Ci sarà ben un motivo!" aggiunse Kisho.
"Sarà difficile se Xavier ci vorrà sempre al suo fianco. Vedremo domani." chiuse il discorso Tillal.

La compagnia si aggirava tra le nebbiose e scure vie del porto di Corentyn alla ricerca di un bandolo per quella matassa che sembrava più sciolta, ma non completamente dipanata. Il giorno dopo forse avrebbe concesso qualche risposta in più e li avrebbe avvicinati alla verità.

04 marzo 2017

Un nuovo ingaggio

Sebbene l'affaire necromante occupi l'attenzione di tutta Absalom, la vita della città continua più o meno regolarmente. Le aspettative dei molti avventurieri giunti in città sono state deluse dalle ultime decisioni del consiglio quindi c'è un certo fermento nella capitale.

Anche la compagnia, dopo la missione alla fattoria dei Ravnic, trova il tempo per tirare il fiato e riorganizzarsi.

Gog è alla presa con le sue due mogli, Dementia e Veruca, che sta cercando di adattare alla vita cittadina. Teme sempre che possano aggredire qualcuno.
Kisho è sempre desideroso di migliorare le sue tecniche di apprendimento, ha chiesto consiglio anche a Erik per trovare una palestra o un'arena che possano metterlo alla prova. Tuttavia non è rimasto soddisfatto. A quanto pare ha bisogno di veri avversari e non principianti...
Laila prova sempre un modo per fare soldi, anche se alla fine è la più ricca del gruppo.
Jackob è in cerca del padre: Erik ha detto che con le poche indicazioni che gli ha dato è stato difficile reperire informazioni. A quanto è riuscito a scoprire, il padre è nelle lande del nord, tra l'Irrisen e il Regno dei Signori dei Mammut, ma le voci sono incerte visto che la Società non arriva sino all'estremo settentrione.
Tillal, infine, cerca di esercitarsi al meglio nella magia e migliorare il suo equipaggiamento a fronte di una nuova avventura.

Proprio Tillal e Leila, bazzicando per il porto e le taverne della città, incappano in un bando affisso al porto.
La Compagnia del Veliero Dorato ricerca gruppo mercenario come scorta a un carico. Ricompensa molto ricca, spese di viaggio, vitto e alloggio pagati. Gli interessati possono rivolgersi a Xavier Fieldersen presso gli uffici della Compagnia, via del Vento di Ponente 66, Porto Antico di Absalom.
L'annuncio sembra interessante e la missione non troppo difficile, vale la pena sentire di che cosa si tratta.

Gli uffici della compagnia sono riccamente arredati: tappeti dell'estremo oriente ricoprono i pavimenti in roccia e marmo; quadri di ogni stile e fattura, alternati a pregiati arazzi decorano le pareti; complessi candelabri in ferro battuto illuminano le stanze più buie.
L'ufficio di Xavier oltre ad esser molto ampio, con una vista spettacolare sul porto di Absalom, è pavimentato con un confortante parquet in ciliegio, un mappamondo di discrete dimensioni divide due comode poltrone in pelle su cui chissà quanti affari sono stati discussi; su un lato si staglia l'imponente scrivania dietro la quale è seduto un uomo di mezza età.

Laila ha già perso il conto del valore di tutto quel ben di dio e si sta chiedendo se è il caso di intascarsi qualcosa, quando riesce a cogliere le ultime parole del discorso introduttivo alla missione di Xavier: "... abbiamo così perso il Cigno di Absalom, la nostra ammiraglia e dobbiamo andare a verificare assieme al rappresentante dell'assicurazione la vicenda in loco. Voi dovreste solo scortarmi e assicurarvi che la mia persona in caso di attacco di qualsiasi tipo non venga ferita o danneggiata. La ricompensa consiste in 2.500 monete d'oro a testa."

Ovviamente la cupidigia di Laila non è appagata e come il pozzo senza fondo che non sarà riempito mai, la spinge a trattare sulla ricompensa. Forse per la sua avvenenza, forse per la generosità di Xavier, riesce a strappare un extra di 100 monete d'oro a testa al giorno successive al quattordicesimo.

Tuttavia Xavier conclude: "Molto bene signori, per quanto mi riguarda siete ingaggiati. Presentatevi domani mattina un'ora prima dell'alba al molto 66, chiedete de L'Unicorno comandata dal Capitano Leorin WolfSwift. Io arriverò col signor Kervom Songsteel, rappresentante dell'assicurazione. Arrivederci."

Nonostante i timori della compagnia per eventuali attacchi dei pirati del Mare Interno si siano rivelati infondati e lo spettacolino di Laila di fronte a tutto l'equipaggio che è costato una multa di 500 monete d'oro a testa a tutti, l'Unicorno arriva a Corentyn - destinazione finale del viaggio - senza tante sorprese.


La città chelaxiana, detta Porto Indomabile o Città dei nove forti, è uno dei porti principali della famosa marina da guerra imperiale; assieme a Khari permette il completo controllo dello stretto che separa i due continenti e il Mare Interno dall'Oceano.

Appena sbrigate le formalità, la compagnia scende a terra assieme a Xavier e a Kervom.
Sul molo Xavier trova un impiegato della compagnia, David a cui domanda: "Come mai Sheper non è qui? Doveva accoglierci al molo! Dove si trova adesso? Andate subito a chiamarlo e che si presenti immediatamente!"
L'umile risposta di David è molto laconica: "Ah non lo sapete? Sheper è morto. Abbiamo trovato il suo cadavere ieri sulla spiaggia est."

28 gennaio 2017

La caccia ufficialmente non è aperta

Alla fine, dopo una lunga attesa il Consiglio Superiore di Absalom si è riunito e dopo una camera di consiglio durata diverse ore, ha deliberato riguardo il pericolo necromante che minaccia la città e le campagne circostanti.

Dopo i rapporto della milizia cittadina incaricata del caso, dopo aver sentito la testimonianza di Derek Gervalis, il mercante attaccato e derubato, dopo aver ascoltato il parere dei Nomarchi dei quartieri interessati, il Consiglio ha deliberato che il tutto è riconducibile a un semplice problema di criminalità. Per ora quindi non si prenderanno ulteriori provvedimenti straordinari nei confronti del cosiddetto necromante. Rimangono in vigore ancora per due settimane le ordinanze che impongono la chiusura delle porte cittadine dal tramonto all'alba e i controlli alle persone e ai beni in ingresso e uscita da Absalom.

La notizia ha creato qualche malumore, soprattutto presso quelle compagnie mercenarie e di avventurieri dato che hanno visto evaporare sotto i loro occhi la certezza di una sostanziosa ricompensa. Per ora si dovranno accontentare della taglia di 3000 monete d'oro che Derek Gervalis ha promesso a chiunque gli riporterà il carico di ebano rubato.


Anche la popolazione di Absalom e dei sobborghi circostanti alla capitale è rimasta delusa. In molti si aspettavano che i governanti facessero qualcosa per attuare tutti provvedimenti necessari e il malumore della popolazione sta crescendo.
I sindaci di Shoreline, di Westerhold, di Copperwood e di Dawnfoot - i tre sobborghi più importanti che si trovano all'ombra delle mura della città - sono molto preoccupati.
Non solo per il pericolo che corrono non essendo protetti da una cinta muraria, ma anche perché le loro milizie urbane stanno registrato sempre più casi di sparizione. Il caso più grave si è verificato qualche giorno fa, nelle campagne di Westerhold: ben sei contadini, tutti padri di famiglia, sono improvvisamente scomparsi nel nulla. Nessuno sa che fine abbiano fatto: sono usciti la mattina prima dell'alba per lavorare nei campi e da allora non si sono più visti.

Nessuno lo ammette, ma la tensione rimane alta in tutta Absalom e dintorni.

15 gennaio 2017

Erik Tollerbrumm - rapporto n.385

I nostri fratelli Cercatori sono tornati dalla loro missione presso la fattoria dei Ravnic, nei dintorni di Longriver. Sono stati mandati in missione ricognitiva per verificare alcune voci riguardanti strane manifestazioni in quella zona. In particolare si voleva verificare la presenza di un necromante che ha recentemente assaltato con l'aiuto di scheletri non-morti (alcuni dei quali indossavano un'armatura completa da paladino. Nota: ricercare paladini scomparsi di recente).

I fratelli hanno effettivamente trovato diverse tracce che indicano chiaramente l'attività necromantica.
In un mulino a qualche chilometro dalla fattoria, dopo il passaggio del fiume, hanno rinvenuto otto scheletri pronti per essere rianimati.

Nella fattoria si sono scontrati con alcuni zombie e altri scheletri che evidentemente erano a protezione del luogo, così come altri otto orchi che erano le uniche creature vive abitanti la fattoria.
Non ci sono stati sopravvissuti, quindi non si sono potute avere informazioni dirette circa la fattoria, la presenza dei non-morti e chi li ha creati.

A quanto pare l'interno della fattoria è sotto l'effetto di un potente incantesimo che influenza il morale di chi entra: desolazione, scetticismo, senso d'impotenza e di tristezza che può piegare anche le volontà più ferree.

I nostri fratelli hanno rinvenuto un libro di necromanzia, delle fialette con uno stano liquido oleoso non magico e un candelabro in argento a cinque braccia con delle piccole lanterne al posto delle candele. Analizzando l'oggetto si è scoperto essere maledetto, con una qualche presenza al suo interno e sembrerebbe che, alimentato dall'olio rinvenuto nelle fiale, sia in grado di rianimare i non morti in una cera area.

L'oggetto è stato acquistato dalla Società e messo al sicuro nelle segrete della Gran Loggia.

14 gennaio 2017

Il Consiglio Superiore di Absalom si riunisce

Le azioni del necromante hanno girato in lungo e in largo per tutta la metropoli, alla fine hanno raggiunto anche il Consiglio Superiore di Absalom. Il Nomarca de Le Monete, del Distretto del Petalo e del Quartiere Straniero parleranno per spingere il Consiglio ad agire o con le forze di polizia cittadine o apponendo una taglia sul gruppo dei banditi.

Nel frattempo sono emersi ulteriori dettagli dello scontro che ha subito il mercante di ebano Derek Gervalis. Il numero dei componenti del gruppo è almeno due creature di cui una è il famoso necromante; il gruppo è accompagnato da alcuni scheletri con armi e armature da paladino che hanno combattuto per loro. La cosa è stata confermata anche dai Falchi di Escadar, un gruppo di avventurieri assoldati per scortare la carovana.


Derek ha descritto il carico così: "Sono assi di ebano lunghe cinque metri, larghe 50 centimetri e spesse dieci. Ogni asse è stata marchiata con il mio monogramma in ceralacca." Derek ha aggiunto che promette una ricompensa di 3.000 monete d'oro a chiunque recupererà il carico intatto.
Alcuni gruppi di cacciatori di taglie, mercenari e avventurieri si stanno preparando per andare a caccia del necromante sapendo che oltre alla ricompensa di Derek c'è anche molto di più come bottino.

Dall'interno del Consiglio alcune voci autorevoli confermano che sicuramente sarà messa una taglia sul gruppo del necromante, ma non si sa ancora quanto.


Infine, indiscrezioni vicine alla Società dei Cercatori ha fatto sapere che movimenti sospetti, tombe profanate e tracce di magia nera sono stati segnalati nei dintorni di Diobel e nei sobborghi di Longriver, nel sud ovest di Kortos, a 50 miglia da Absalom.


19 novembre 2016

Diario di Tillal il Nordico

La fattoria sembrerebbe disabitata, di certo è maledetta.
I miasmi necromantici che trasudano da ogni dove ci hanno avvolti, si sono insinuati sotto la pelle e più profondamente nella nostra mente e ancora oltre, lambendo il nostro io ancestrale, risvegliandoci.
Jakob ha scoperto di essere coraggioso: senza esitazioni è stato il primo ad entrare nella casa padronale per verificare cosa fossero le forme umanoidi celate da bianchi lenzuoli e solo con la forza Kisho è riuscito a farlo desistere e a trascinarlo fuori.
Anche Layla è cambiata: l'ombra nera che aveva nel cuore si è materializzata e ha preso vita propria, fluendo fuori dal suo corpo e rendendola più docile e collaborativa.
Ci sono stati anche dei combattimenti con creature emerse dalle tenebre e proprio in quel frangente Kisho e Tillal hanndo dato prova del cambiamento. Tillal è diventato più sicuro di sé e sta prendendo maggiore confidenza con il suo potere e il sangue nemico che imbrattava il suo volto e gocciolava dal suo acciaio ne è la prova.
Kisho si è scoperto meno ascetico di quel che pensasse e con i suoi potenti pugni e mirabolanti acrobazie ha mostrato le sue capacità offensive.
Gog infine si è rivelato più indeciso del solito anche se su di lui la maledizione sembra avere un effetto minore ma forse in fondo è perchè lui un po' maledetto lo è sempre stato.
Siamo più forti e oggi ne abbiamo preso consapevolezza. Come dice sempre Gog, diventeremo i signori dell'universo!

18 novembre 2016

Il vecchio mulino

"Questo proprio bello non è..." Gog lasciò la frase a metà quando fece il proprio ingresso tra le mura fatiscenti del mulino. Jackob stava spostando alcuni ciottoli che componevano una parte del muro e sotto di essi un bagliore sinistro color avorio fece capolino nella semioscurità.


"Venite a darmi una mano." disse secco Jackob. In breve tutti tranne Tillal erano nel perimetro del mulino abbandonato.

Tra le macerie e le travi marcite del tetto erano nascosti, integri e per nulla decomposti, si trovavano otto scheletri di taglia media, presumibilmente umanoidi.

"Fatemi vedere se c'è altro..." disse senza troppa convinzione Laila.
"Credo che abbiamo già trovato abbastanza... mi pare evidente che qualcuno li abbia messi qui apposta." sentenziò Kisho.

La disposizione degli scheletri: ben nascosti ed evidentemente conservati alla perfezione da qualche magia, era un indizio - se non una vera e propria prova - del fatto che qualcuno si apprestava a riportarli alla non-vita per chissà quali piani. Tutto ciò, unito alla notizia di un necromante è stato avvistato nei dintorni di Absalom, non è certo un buon presagio.


"Muovere dobbiamoci e velocemente. La fattoria dei Ravnic è ancora lontana." disse Gog.
"Hai ragione, se le informazioni della Compagnia sono vere, chissà che cosa ci aspetta là." fece eco gravemente Kisho.
"Sì ma prima distruggiamo questi corpi, non voglio trovarmi alle spalle questi mostri, magari rianimati." disse Leila senza ammettere repliche.
"No, non è giusto. Erano creature come noi, non è giusto fare scempio dei loro resti. Piuttosto facciamo crollare il mulino visto che è così tanto fatiscente." replicò stizzito Kisho.
"Un mulino distrutto attirerebbe troppo l'attenzione eppoi non si sa mai. Meglio distruggere i corpi, anche per gli abitanti di Longriver. Anche loro sono minacciati come noi." disse Jackob.
"Egli ragione ha. Non possiamo lasciare tutto così come abbiamo trovato. Gli scheletri bruciano male poi..." chiosò Gog.
"Non è un'azione degna del nostro gruppo e non è onorevole." Kisho sentiva la rabbia montargli dentro.

"Devi capire Kisho che certe cose sono così gravi che si è costretti a fare azioni poco consone o poco nobili. Ma siamo costretti. Non possiamo lasciare che un pericolo del genere incomba su gli abitanti di Longriver e su di noi..." argomentò Jackob.
"Se è questo che pensa la maggioranza del gruppo mi sta bene, ma non sarò complice di questo scempio." detto ciò Kisho abbandonò le rovine del mulino.

Dopo una mezz'ora, in un tranquillo pomeriggio autunnale, il gruppo riprendeva la strada verso la fattoria dei Ravnic, certo che una volta giunti a destinazione le cose si sarebbero complicate ulteriormente.

13 novembre 2016

Una missione semplice semplice

In tutta Absalom la notizia del necromante è sulla bocca di tutti: avventurieri, cacciatori di taglie, ronde cittadine si stanno preparando per incominciare la caccia.
È oramai sicuro che il Gran Consiglio metterà una taglia per chi catturerà preferibilmente vivo il necromante o qualcuno del suo gruppo che ha assaltato qualche giorno fa una carovana trasportante pregiato ebano.
Non si sa ancora la posta in palio, ma anche qualora fosse bassa, oltre al denaro la cattura della minaccia che aleggia su Absalom porterò anche una sicura fama e un'ottima pubblicità a coloro che arriveranno per primi allo stregone.
Anche la Compagnia dei Cercatori è ovviamente interessata ad esser della partita, quindi ha già sguinzagliato i suoi agenti, i suoi informatori e le sue risorse per individuare il covo del necromante.
Per ora però tutte queste vicende non sembrano coinvolgere molto il gruppo che è venuto sì a conoscenza delle ultime notizie, ma sembrerebbe esser più interessato alle Carte di Zulton.
Una mattina, mentre l'intero gruppo si riunisce per fare colazione nella sala comune della taverna, appare Erik per offrire un nuovo ingaggio.
"È una missione semplice semplice, di ricognizione. Non dovete far altro che andare, osservare e riportare che cosa sta succedendo in quella parte di Absalom."
"Un matrimonio non è un affare. Le monete d'oro mancano sempre per chi moglie ha. Io dico che ci piace." lo interruppe Gog.
"Molto bene" rispose asciutto Erik "allora vi dirò di che cosa si tratta: a circa un giorno di cammino da Absalom, nei pressi di Longriver, c'è una fattoria, la fattoria dei Ravenic. I nostri informatori ci hanno segnalato diversi movimenti sospetti, sono stati avvistati dei mostri e si dice anche che l'atmosfera, il clima è cambiato. Abbiamo bisogno che qualcuno vada a vedere che cosa sta succedendo, se sono solo voci o no."
"Tutto molto bello e commovente" esordì Laila "ma qual è la ricompensa?"
"Sempre molto diretta Lady Laila..." commentò Erik "Per questa semplice operazione la Compagnia mette a disposizione 1500 monete d'oro."
Dopo qualche istante Laila si espresse "Ma non mi ci pago nemmeno un pugnale decente per quella cifra!"
"Suvvia Laila non fare la schizzinosa, intanto dobbiamo aspettare ancora un po' prima che ci sia il plenilunio. Un giorno di cammino non è nulla. Tra quattro giorni saremo ancora qui a chiacchierare di ciò che è stato." disse Tillal.
"Mmmm non mi convinci orecchie a punta, ma almeno le spese saranno pagate..." chiuse il discorso Laila.
"Quindi siamo d'accordo. Andrete alla fattoria dei Ravenic, osserverete le attività che si stanno svolgendo laggiù, cercherete di capire che cosa sta succedendo. Tornerete per riferire. Se ve la sentite e se effettivamente è il covo del necromante potete anche intervenire, ma non è fondamentale. O almeno non vi conviene visto che ufficialmente non c'è alcuna taglia."
"Molto bello! Molto bello! Campagna! Prede! Animali! Carne fresca! Partiamo! Partiamo! Partiamo!" applaudì Gog.
"Tutto questo entusiasmo, caro Gog, mi fa sospettare che il matrimonio ti sia già stretto." chiuse il discorso Jackob.