29 giugno 2016

L'eremita - parte II


Il dubbio attanagliava tutti nella compagnia: che fare dei due uomini?
Lasciarli al loro destino oppure portarli con loro per dare una speranza di vita, un'opportunità per salvarsi?

Non c'era molto tempo per pensare. Il sole alto bruciava i vestiti, avvampava sulla pelle e copiose gocce di sudore sgorgavano da ogni poro cercando di raffreddare il corpo. Se questa è la situazione per dei viaggiatori preparati, l'inferno deve aver travolto i due dispersi.

Alla fine i due vengono caricati su un cammello e i due più piccoli, Gog e Jackob, sarebbero stati i prossimi compagni di viaggio di Darth e Laila.

Dopo un giorno di viaggio, la carovana giunse all'estremità meridionale dell'Oasi Al Siwa, un posto sicuro, non molto frequentato, scelto appositamente da Amir. Finalmente un po' di acqua, quella vera, dolce e dissetante, uguale ma diversa da quella creata magicamente. Assieme all'acqua un po' di ombra, le palme, l'erba e le piante. Si può respirare senza sentirsi bruciare la gola da un'aria troppo calda, quasi fosse un liquore che una volta bevuto ti brucia i bronchi e i polmoni.

Si prepara il campo e ci si organizza per ogni evenienza. Nel frattempo Jackob e Darth assistono l'unico sopravvissuto che dopo esser svenuto non ha ripreso ancora conoscenza.
Kisho, invece, ha preso in custodia il corpo del fratello. Dopo un'ora circa torna, sporco di terra e comunica al gruppo che ha dato sepoltura allo sventurato. Ci si prepara così per la notte che fortunatamente passa tranquilla.

Il giorno dopo Amir cerca di sostenere il morale del gruppo dicendo che questa sarà la parte più facile del viaggio perché si passerà per l'oasi e non per il deserto. Ci sono però due strade: una più corta che attraversa la stessa oasi, seguendo i sentieri normalmente battuti dai mercanti oppure una più lunga, che costeggia l'oasi, ma meno battuta e frequentata. Il gruppo decide quindi di battere quest'ultima strada il che garantisce meno visibilità.

Passa un'altro giorno, si prepara un nuovo campo. Gary sembra stare meglio, il respiro è più regolare e tranquillo, la carnagione è meno tirata e il corpo sembra quasi aver preso vigore. Si prova a svegliarlo e dopo poco i suoi occhi si aprono.

Dice di chiamarsi Gary Engelton e che assieme al fratello Cerdar facevano parte di una carovana di mercanti di stoffe e tessuti preziosi che stava attraversando il deserto, in direzione sud-est, verso il Casmaron. In quella regione si possono trovare le stoffe più preziose e gli oggetti più esotici facilmente commerciabili in tutto il Mare Interno. Gary racconta di esser originario dell'Andoran e assieme al fratello hanno viaggiato per molte delle regioni orientali del Mare Interno.

Il viaggio procedeva regolarmente, finché la carovana non è stata travolta da una tempesta di sabbia che ha disperso tutti i membri. Quando la furia del vento si calmò l'intero convoglio era scomparso: rimanevano solo Gary e Cerdar. Soli, senza né cibo né acqua.

Hanno camminato per un tempo che Gary non riesce a quantificare; poi i ricordi si fanno più confusi e meno definiti, infine il nulla...

A questo punto del racconto Gary alza lo sguardo verso il gruppo e chiede di suo fratello. Kisho gli comunica la funerea notizia. Con un volto terreo e una voce profonda, Gary chiede di vedere il fratello, allora Kisho lo porta presso la tomba.
Senza dire una parola, soffocando un urlo, Gary cade in ginocchio e si prostra quasi esanime.
Poi improvvisamente, come se si fosse desto da un sogno lontano, Gary incomincia a cercare qualcosa addosso, tra le tasche dei suoi vestiti e così come ha iniziato, si ferma quando la mano cade sulla tasca interna sinistra. Con un sospiro di sollievo chiede di esser riportato presso il fuoco per passare la notte.

Passano altri due giorni in cui la compagnia si muove ai margini meridionali dell'Oasi Al Siwa.
Amir è un'ottima guida: gli unici movimenti che si vedono sono lontani miglia e miglia e durante questi giorni non ci sono stati incontri.

All'alba del terzo giorno, prima di riprendere il cammino, Amir fa notare che manca un cammello.
La notizia lascia tutti di sasso. Una breve conta mostra che è proprio Gary che manca. Così come mancano razioni per circa una settimana, due otri di acqua e poco altro.

Ora si deve decidere che cosa fare: inseguire Gary oppure continuare nel cammino, verso la costa?
Il gruppo si spacca in due diverse fazioni: quella capitanata da Gog, pronta a lanciarsi all'inseguimento e avere la giusta vendetta e chi come Laila, vorrebbe continuare il cammino, lasciando Gary al suo destino.

Si accende un grosso battibecco fomentato da Vick e Aquim che sottolineano come dei Cercatori non dovrebbero farsi fregare in questa maniera...

Tramite una votazione, chi vuole riprendere Gary ha la meglio e quindi si lanciano all'inseguimento Kisho, Gog, Laila, Jackob e Calathel; gli altri stabiliscono un campo base in attesa del loro ritorno.

Sebbene il vantaggio di Gary sia di almeno due o tre ore, il gruppo distaccato galoppa in cerca del fuggiasco che ha lasciato diverse tracce nel corso della sua fuga.
L'inseguimento dura per gran parte della giornata e qualche ora del primo pomeriggio. Quando, da dietro a una duna ecco comparire un cammello al trotto cavalcato da un umanoide vestito da nomade del deserto.

In breve tutto il gruppo gli è addosso e gli incantatori scatenano i loro sortilegi più potenti pur di fermare e catturare Gary. I combattenti riescono solo ad arrivare a cose fatte. Solo Kisho, il più veloce di tutti, ha cercato di colpirlo per stordirlo, ma quando sono intervenuti tutti gli altri non c'è stato molto da fare.

Ciò che si trova sul corpo inanimato di Gary son 78 monete d'oro, 90 monete d'argento, 140 monete di rame, 2 gemme del valore da 53 monete d'oro l'una, un pugnale in argento con potenziamento magico +1 e una lettera contenente una carta la cui aura magica è incontenibile.

La lettera riporta questo scritto:
Illustrissimo Xabaras,
il latore della presente è un mio fidatissimo esecutore che Vi porta uno dei tasselli di cui siamo disperatamente in cerca. Potrà assicurare Vostra Eccellenza della sua bontà al primo imminente plenilunio.
Purtroppo, Eccellenza, mancano ancora moltii tasselli, ma quando il mosaico sarà finalmente composto, allora avremo tutte le informazioni necessarie per recuperare ciò che tanto agoniamo.
Vi lascio questo tassello perché attualmente mi trovo ancora in viaggio, attraverso Quadira passando per il Taldor, per Numeria dove ho trovato altre tracce del mosaico.
I rischi sono così alti che preferisco che sia la Vostra Eccellenza a custodire questa parte del tesoro per noi così prezioso e recuperato in maniera così fortuita.
Vi prego di custodirla attentamente, secondo i nostri accordi; so che i Vostri poteri possono occultarla così facilmente e mi fido ciecamente della Vostra parola.
Vi prego di trattare con il dovuto rispetto e generosità i miei mercenari, portano tutti il mio marchio perché li possiate riconoscere.
Sevo Vostro

Zulton
Alla fine della lettura, Laila esclama ad alta voce: "Oh, cazzo!"


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